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Moby Dick

Le tavole formato 10×27 cm, sono state realizzate con la tecnica mista di acquerello (Ecoline) e china e “costrette” in un formato verticale, quasi in opposizione alla visuale “aperta” del viaggio per mare.


Sulla scia di Moby Dick

di Gianni Brunoro.
Chissà per quale mai crudele beffa del destino Herman Melville non ebbe, in vita, quasi nessuna soddisfazione per il suo romanzo Moby Dick, or the Whale.
Il quale assunse invece con il passare del tempo la valenza di capolavoro della letteratura americana e, gradualmente, assurse anche al livello di romanzo di culto della letteratura universale. Senza contare che esso è ormai considerato un’opera irta di simboli, nella fattispecie metafora della lotta eterna fra il Bene e il Male, incarnati nel Capitano Achab e nella Balena Bianca Moby Dick. È per questo che il romanzo è stato tradotto in tante lingue del mondo, compresa ovviamente l’Italia, dove è uscita una prima traduzione nel 1943 ad opera di Cesare Pavese, alla quale però ne sono seguite molte altre. Traduzioni, fra l’altro, non facilissime, anche perché il capolavoro di Melville è formicolante di espressioni tecniche marinaresche e di digressioni su differenziati filoni culturali. Tutto ciò, in quanto alta espressione del pensiero, attiene all’ambito della letteratura per adulti.
È anche vero che grazie alle suggestioni avventurose della sua trama, Moby Dick, una volta sfrondato dal tipo di lungaggini inadatte a giovani lettori, ha sempre avuto una notevole fortuna anche come romanzo per ragazzi. Una effervescente vitalità editoriale, supportata di solito da un corredo illustrativo, al quale si sono dedicati, nel corso degli anni, nomi preclari del settore: da Franco Caprioli a Giorgio De Gaspari, da Roberto Molino a Nino Musio, Mauro Cammilli, Angelo Bioletto… Per non citare che una manciata di nomi, certo fra i più noti. È dunque questa – come dire? – la direzione concettuale, il filone ideologico in cui il giovane disegnatore Antonio Bonanno ha inalveato, nello specifico caso di Moby Dick, la sua abilità illustrativa. Benché, a dire il vero, la sua opera non sia specificamente orientata ai ragazzi o a una pubblicazione di questo tipo, ma nasce probabilmente dalle suggestioni esercitate su di lui in via diretta dall’opera, forse accentuate dai numerosi fermenti cresciuti intorno ad essa negli ultimi anni. Basterebbe ricordare come il romanzo sia stato trasposto in una sofisticata pièce teatrale portata in scena da Giorgio Albertazzi o reso oggetto di una elegante e ricercata riscrittura da parte di Alessandro Baricco…
In tale contesto, Bonanno si è immerso con una sua volitiva scelta preliminare. Premesso cioè che il mare ha il più ovvio degli aspetti, ossia una estensione orizzontale, un atteggiamento non tradizionale di Bonanno è stato quello di isolare una tranche di questa orizzontalità, raffigurando delle immagini a sviluppo verticale. Scelta audace e anticonformista, ma senza dubbio apprezzabile. Pertanto, le immagini assumono la consistenza concettuale di improvvisi flash, che isolano istanti e punti specifici della scena globale che costituisce l’entità del romanzo. Del flash, peraltro, le immagini hanno anche una certa consistenza visuale: con i loro colori vivaci, dai toni ora acidi ora elettrici, molto illuminati, suggeriscono l’idea di una sovraesposizione su cui faccia leva l’accecante luce del sole sul mare. Un insieme di sinestesie sottolineato da una certa complessità delle loro costruzioni, in quanto in esse figurano differenti piani, adeguatamente animati in modo da suggerire una visione dinamica di un’immagine pure in sé stessa immobile. Per concludersi però nel momento più drammatico del romanzo, la morte di Achab, sconfitto dal Mostro, inestricabilmente impigliato fra le corde e indissolubilmente legato a quella stessa belva che egli ha comunque sconfitto: un’immagine, questa volta, irrinunciabilmente sviluppata in orizzontale e che nemmeno fa vedere l’interezza del corpo del mostro, quasi a sottolinearne il gigantismo. E di conseguenza, la grandezza del gesto di Achab.
Con tutto ciò, in definitiva, Bonanno allinea le sue illustrazioni a un coerente feeling con tutte le valenze dell’opera cui esse sono ispirate.

(Gianni Brunoro, nato nel 1936 a San Pietro  Viminario. Geologo, insegnante, giornalista, pubblicista dal 1975, si occupa di fumetti dal 1968. Fra le migliaia di articoli, scritti per tutte le pubblicazioni del settore ma non soltanto, le decine di prefazioni, la cura di volumi (antologie di Jacovitti per Stampa Alternativa, tutto Eleuteri Serpieri per Edizioni Di), c’è anche un dizionarietto tecnico sui comics e altri saggi: monografie sulla Bonelli e su vari autori di fumetti. Tra le molte pubblicazioni citiamo Corto come un romanzo. Illazioni su Corto Maltese ultimo eroe romantico, Lizard 2008 rist.)


  • Ismaele. Tecnica: ecoline - Formato: 27x10 cm
    Ismaele
  • La caccia. Tecnica: ecoline - Formato: 27x10 cm
    La caccia
  • Moby Dick. Tecnica: ecoline - Formato 10x27 cm
    Moby Dick
  • La morte di Akab. Tecnica: ecoline - Formato: 27x10 cm
    La morte di Akab
  • Perth. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Perth
  • Pip. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Pip
  • Quiqueg. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Quiqueg
  • Quiqueg01. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Quiqueg01
  • Speronamento. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Speronamento
  • Squali. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Squali
  • Starburck. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Starburck
  • Starburck01. Tecnica: ecoline - Formato: 10x27 cm
    Starburck01